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Studio legale | reato penale | avvocato penalista

diritto penale | avvocato penalistaLo studio legale e' ha sviluppato il suo lavoro nel diritto penale, commerciale internazionale (reati fallimentari, societari, tributari ed quelli che trovano implicato l'imprenditore e/o la sua azienda) e nei illeciti contro la pubblica amministrazione, proprietà, il patrimonio ed in quelli dolosi e colposi contro la persona.

Lo studio legale penale sviluppa il lavoro nella consulenza e assistenza legale nel processo penale, i nostri avvocati penalisti sono esperti nella strategia processuale, l’analisi della pratica, le indagini difensive, la predilezione dei propri testi, la miglior organizzazione dell'arringa processuale.

avvocati penalisti | reati penali | penalista cassazionista

Nel caso che ti trovi accusato o indagato per un reato penale lo Studio specializzato può aiutarti fin dalla fase delle Indagini Preliminari assicurando la migliore difesa penale. L’analisi precisa dei fatti accaduti, lo sviluppo delle indagini difensive private contraddistingue continuamente il metodo di praticare dello Studio. L'studio di avvocati penalisti specializzato con sedi a Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, firenze, Padova e Cagliari si è specializzato nei seguenti aspetti legali: diritto penale minorile, militare, tributario, amministrativo, denuncie per stalking, querele, Ingiuria, oltraggio, diffamazione, difesa reati penali, responsabilità medica penale, crimini informatici, crimine informatico, reati telematici, sequestro di persona, estorsione, rapina, stupro, associazione per delinquere, truffe, frodi fiscali, omicidi colposi, colpa medica, traffico di rifiuti, detenzione materiale pedopornografico, omicidi colposi in incidenti stradali, Estradizione internazionale, l'studio penale di diritto penale è formato nella sua maggioranza di  avvocati penalisti e cassazionisti nel suo staff e ha una rete di domiciliatari e collaboratori in tutta l'Italia, principali sedi a : Roma, Milano, Napoli, Torino, Palermo, Genova, Bologna, firenze, Padova e Cagliari. Sedi Partners all'estero: New York (Stati Uniti), Londra (Uk Ingliterra), Berlino (Germania), Madrid (Spagna), Parigi (Francia), ShanGhai (Cina), Sidney (Australia), Rio di Janeiro (Brasile), Buenos Aires (Argentina), Ginevra (Svizzera), e altri.

avvocato penalista specializzato in diritto penale

Nel caso di trovarsi accusato per aver realizzato un crimine o reati penali, dirigendoti immediatamente al nostro studio penale potrai avere professionalità ed conoscenza dinanzi ad ogni Tribunale o Ufficio Giudiziario italiano. Se trovato vittima di un reato, lo Studio Legale può somministrare l’assistenza indispensabile per avere subito la punizione dei colpevoli.

La assistenza della persona offesa dal reato passo attraverso la costituzione di Parte Civile raffigura uno dei punti di forza che contraddistingue l’attività dei integranti dello Studio. impiega esperti interni ed esterni al studio, ognuno indirizzato a particolari rami delle operosità legali proposte, e di assistenti esterni (esperti tributari, ingeneri e tecnici) destinando una copertura globale della necessità e problemi dei clienti, un staff legale giovane, produttivo e tecnologicamente spinta che dà per certo attività professionale molto qualificate e tempi ridotti di conclusione delle controversie, ugualmente con il appello a strumenti diversi alle procedure.

Consulenza, Assistenza e difesa dinanzi ai tribunali in procedimenti penali in ogni tipo di reato penale. Costituzione di parte civile in supporto legale di vittime, in materia di delitti economici e tributari, contrattazione ed realizzazione di accordi stragiudiziali. L’studio di avvocati ha nel suo staff esperti in: Diritto penale, Diritto dell’Ambiente, Diritto Commerciale internazionale, Diritto di Famiglia(separazione - divorzio e affidamento figli minorenni) , Diritto  del Lavoro, Diritto Informatico, Diritto Fallimentare, Diritto Finanziario, Diritto penale Minorile, Diritto penale militare, Diritto penale amministrativo, Diritto penale internazionale, Diritto penale Aziendale, Diritto Tributario, Diritto Penitenziario, Diritto bancario, Diritto edilizio, Diritto Penale urbanistico, Diritto Penale Europeo, Reati Informatici e Telematici, Reati penali Internazionali, Crimini di Guerra, Diritto Penale assicurativo.

Elenco dei reati più frequenti: tentato omicidio preterintenzionale colposo, detenzione di sostanze stupefacenti, possesso droghe scopo personale, spaccio sostanze stupefacenti, traffico sostanze stupefacenti, narcotraffico internazionale, violenza sessuale, reati amministrativi, ricettazione, bancarotta fraudolenta, aggressione, reati militari, reati minorili, violenza privata domestica, favoreggiamento, estorsione, mobbing, molestie sessuali, false fatture, usura, falsa testimonianza, reato firma apocrifa, percossa, apologia pedofilia, riciclaggio, reati economici, minaccia, reati fallimentari, clandestinità, danno sistemi informatici, firma falsa, lesioni personali e percosse, frode informatica, truffa, spaccio, prestanome, reati urbanistici, rapina, rissa, concussione, furto, minacce, apologia, reati da stadio, flagranza di reato, reato informatico, reati telematici, evasione fiscale, falso, diserzione, calunnia, ingiuria, diffamazione, minaccia, reati societari, reati ambientali, ecomafia, reati truffe, frodi fiscali, reati pubblica amministrazione , corruzione, concussione, reati in campo edilizio, stalking.

AVVOCATO DIFENSORE | DIRITTO PENALE

diritto penale | riciclaggio: pena | sanzioni penali | prescrizione

La fattispecie criminosa di riciclaggio è riconosciuta e punita, dalla nostra normativa in materia penale, dagli artt. 648-bis e ter, ma soltanto in seguito (e questa è la limitazione cui ci si riferiva e che dovrà essere analizzato nuovamente) al riconoscimento della fattispecie di reato congetturata.

Il caso di specie del crimine di «riciclaggio» è stato incluso nell’ordinamento dall’art. 648-bis sin dall’anno 1978, con provvedimento legislativo n. 191, che distingueva quattro fattispecie di crimine congetturato: reato di rapina aggravata, raggiri, reato di sequestro di persona e smercio di stupefacenti.

Ma l’ineluttabilità dei reati di base provocava sia complicazioni nell’azione interpretativa, sia di corrispondenza alle prescrizioni delle organizzazioni internazionali ma, in primo luogo, causava problemi di applicazione delle leggi.

Per sciogliere questi considerevoli inceppi, la legge 9 agosto 1993,n. 328, apportava modifiche all’art. 648-bis adeguando la legge nazionale alle disposizioni della Convenzione di Strasburgo approvata l’8 novembre 1990. Essa rappresenta la rinforzata e provata presa di coscienza della preoccupante crescita dei casi di riciclaggio in ogni Stato, raffigurando il punto di raffronto della (futura) strategia di repressione di tale fattispecie criminosa. La prescrizione vigente dell’art. 648-bis è quella inclusa dettagliatamente dalla legge n.

La recente formulazione normativa si basa soprattutto sulla teoria del mascheramento della derivazione illegale dei profitti trafficati o trasferiti, o riguardo cui vigono altre operazioni tese a ostacolare l’identificazione della loro origine.

Pertanto, perché possa sporgersi una denuncia, in forza di tale prescrizione normativa, basta che il soggetto abbia agito illecitamente con volontà; detto altrimenti, basta verificare l’operatività della cosiddetta «finalità generale» ricorrendo, nella fase inquisitoria probatoria, alla verifica della volontà distinta.

L’art. 648-ter, invece, si propone di reprimere e fermare «l’uso» di capitali, prodotti o altre forniture con origine illegale, chiaramente contenuto nel codice penale. Invero, bastava accertare la conoscenza dell’agente circa la natura illegale dei guadagni accuratamente definiti perché si potesse manifestare il crimine di riciclaggio. In materia, si veda A. MANNA (a cura di), Riciclaggio e illeciti relativi all’intercessione mobiliare, Utet, Torino, Accertare, in poche parole, che l’agente abbia commesso il fatto con il proposito di «garantire a sé o a soggetti terzi un profitto o di collaborare con i responsabili del crimine al guadagno dei profitti illegali».

Con questa percezione, lo scopo del legislatore nazionale volge in particolar modo a punire proprio la fase difficile dell’iter di «lavaggio» dei contanti sporchi, ossia la nuova introduzione, nel mercato finanziario lecito, dei commerci illegali.

Pertanto, il soggetto agente nella fattispecie illecita di «utilizzo di soldi, beni o altri profitti di natura illegale» è colui che: I. al di fuori dei casi di partecipazione al crimine e reato di ricettazione o riciclaggio «usa per svolgere manovre nel settore economico o finanziario soldi, prodotti o altri guadagni provenienti da crimini »;

II. Commette il fatto consapevolmente e con la conoscenza della loro natura illegale. In merito a ciò, gli studiosi hanno giustamente ritenuto che ogni azione di riciclaggio, dalle più semplici fino a quelle più complesse, hanno tutte le seguenti quattro caratteristiche: camuffamento della reale proprietà; trasformazione della «natura» del denaro; camuffamento delle prove; analisi costante sui contanti sporchi oggetto di riciclaggio.

Poi, possiamo distinguere le tappe dell’iter di riciclaggio, ossia quello con cui il reato si configura. Queste tappe sono correttamente definite e sono tese a nascondere la natura illegale del denaro e di ottenere profitti dalle relative manovre di investimento.

Possiamo riconoscere tre tappe definite:1. immersion, ossia fase della collocazione, il cui fine primario è la trasformazione del denaro (o suoi sostituti) di origine illegale in «valuta scritturale», ossia in una serie di saldi produttivi in rapporto ai soggetti che sono prestanome finanziari.

Dopo questa fase i capitali sono trasferiti usando i mezzi tecnologici, per non destare sospetti nell’Autorità competente. laundering, che é la tappa fondamentale in cui i guadagni sono ripartiti rispetto alla natura illecita, seguitando a nascondere tale derivazione, tramite la rimozione di tutte le operazioni contabili, usando dei transfert elettronici o della nuova trasformazione in denaro contante; integration, ossia l’introduzione dei profitti nel mercato ordinario e legale, con azioni in superficie legali, come, per esempio, la compravendita di beni immobili o aziende, l’apertura di negozi o centri finanziari, l’azione di investimento in Borsa, ecc.

Proprio la vasta serie di mezzi e di metodi a disposizione dei criminali per poter realizzare azioni criminose, insieme alle varie strategie e sotterfugi in tema di travisamento della natura dei guadagni illegali, sono le cause che rendono assai difficile l’attuazione della strategia preventiva , di riconoscimento e controllo da parte degli organi deputati a reprimere i preoccupanti episodi criminosi di riciclaggio.

Il quadro di riferimento: luogo in cui si compie la fattispecie di reato. Per meglio comprendere la fattispecie di cui sopra, e, poi, trovare soluzioni per elaborare metodi per la prevenzione e repressione del fenomeno, dobbiamo per forza esaminare il contesto economico internazionale.

In particolare, tale reato nasce e cresce grazie a due elementi intrinsecamente connessi e operativi: da una parte, la sempre crescente globalizzazione delle azioni di riciclaggio; dall’altra, la persistenza di pesanti divisioni e disparità legislative che caratterizzano il sistema normativo dei vari Stati, in cui le fattispecie gravissime sono rappresentate dai «paradisi fiscali e finanziari».

Chi scrive suppone peraltro che la «demonizzazione» effettiva dei paradisi fiscali non possa essere interpretata in modo corretto, se non dopo l’attenta analisi dei sistemi normativi di quegli Stati ritenuti paradisi fiscali.

Detto altrimenti, e come si è affermato in altri periodi (si veda ns. intervista su L’Espresso del 18 marzo 2010, 133), il paradiso «fiscale», considerato come uno Stato «a fiscalità agevolata», può consentire a chi detiene mezzi finanziari di usarli in operazioni di tipo finanziario che garantiscono più alti guadagni proprio per la più lieve entità delle percentuali di tassazione sui guadagni.

Ciò che costituirebbe una fattispecie di reato, in queste condizioni, sarebbe l’azione di investimento di capitali di natura illegale (riciclaggio, per l’appunto) o la sottrazione alle casse dello Stato italiano dei tributi applicabili a questi investimenti (nascosta notificazione). E ciò potrebbe succedere se lo Stato dove opera l’investitore fosse un paradiso «normativo», ossia le cui leggi consentissero tali comportamenti in base alla indeterminatezza delle disposizioni in materia penale.

reato di riciclaggio | paradisi fiscali | società offshore | diritto penale

La rappresentazione dell’illecito di «riciclaggio» Le mafie, sia in Italia sia all’estero, rappresentano un complesso sistema che grazie ai progressi e alla costante variabilità non consente l’elaborazione di una semplice, adeguata e attendibile classificazione delle azioni con cui le fattispecie criminose sono commesse, provocando in questo modo una difficile azione di riconoscimento.

L’Italia, ormai da molto tempo, presenta delle caratteristiche le quali agevolano la sua «internazionalizzazione» sul piano degli episodi criminali.

Si aggiunge a questo anche la posizione geografica, che la pone virtualmente al centro di ogni tipo di commercio illegale nella traiettoria mediterranea. Poi, il quadro è ancora più complicato vista la graduale estensione della malavita degli altri Paesi, soprattutto quelli ancora sottosviluppati e che cercano di fare affari illeciti in Paesi più ricchi.

In realtà, il processo di globalizzazione dei mercati, gli enormi scambi valutari in tutto il mondo e l’esigenza da parte dei più bisognosi di conseguire veloci profitti sono i fattori che sono alla base dell’enorme e preoccupante diffusione delle mafie.

Pertanto, oltre a dover reprimere l’ «ala armata» delle organizzazioni mafiose, nasce e cresce sempre più l’esigenza di sfidare anche e, per alcuni profili, innanzitutto – come si accennava – il «piano finanziario», bloccando, ossia,o, in modo peggiore, reprimendo.

Ad esempio, le arcinote Isole Cayman, le Seychelles, le Mauritius, ecc.,per non parlare perfino della Repubblica di San Marino, hanno un sistema legislativo in cui le prescrizioni contro il riciclaggio sono molti simili a quelle nazionali.

L’interesse quindi riguarda il profilo «amministrativo»dell’azione di controllo, e non può restare isolata, secondo noi, al mero paragone obiettivo circa l’esistenza o no di adeguate disposizioni normative.

Dal punto di vista dell’attuazione,è necessario in primo luogo riconoscere e studiare i particolari traffici finanziari, in maniera tale da poter conoscere i punti deboli delle strategie del riciclaggio.

Questo fine, tuttavia, deve essere rapportato alla conoscenza complessiva e completa del quadro nazionale e da una strategia di prevenzione e repressione a livello internazionale. In sostanza occorre saper elaborare un’analisi dettagliata delle informazioni e, inoltre, fortificare la struttura del trasferimento di di comunicazioni circa tali episodi a livello internazionale, sia tra gli organi di polizia sia tra le magistrature statali.