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reato di adescamento | avvocato penalista | diritto penale

Finalmente si è arrivati ad uniformare questo reato, il Parlamento ha approvato la normativa che permetterà di attuare una punizione più rigida per i reati che si riferiscono alle violenze suo minorenni. Ci sono stati 503 giudizi a favore da parte della Camera per far valere la legge 2326, "ratifica e applicazione dell’Accordo del Consiglio d'Europa salvaguardare i minorenni contro le violenze a livello sessuale".

La legge è stata recentemente introdotta a livello comunitario nel mese di ottobre 2007 a Lanzarote, nelle Canarie. Siffatta Convenzione poneva dei vincoli ai membri del Consiglio europeo sulla variazione della norma di carattere penale in materia di abuso dei minorenni e violenza a livello sessuale, in modo tale da rendere concordanti le singole normative di carattere nazionale per impedire che si commettano illeciti sessuali all’interno di uno Stato tranne da questo punto di vista.

Il nostro ordinamento giuridico ha dovuto attenersi alle normativa di carattere comunitario, introducendo i reati di seduzione dei minori anche attraverso internet, a cui si da il nome di grooming, e pure gli illeciti di pedofilia e pedopornografia o che incitano, sempre sulla rete, a commettere illeciti su minorenni.

Principalmente, l’art. 414 bis del codice penale applica la punizione con l’arresto da 3 a 5 anni a colui che con qualsiasi mezzo e quindi anche attraverso internet induca in maniera pubblica a commettere reati di prostituzione di minori e di violenze sessuali sempre su minori.

AVVOCATO DIFENSORE | DIRITTO PENALE

avvocato: traffico internazionale di droghe | narcotraffico | spaccio sostanze stupefacenti

Il narcotraffico, ovvero traffico di sostanze stupefacenti è la metodologia di commercio illecito di droghe. Una simile attività è uno dei profitti più vantaggiosi di Cosa Nostra, delle camorra, della 'ndrangheta e di tutte le organizzazione a stampo mafioso, e pure dei gruppi della droga presenti in Sud America e nell’America centrale. Solo in Colombia si contano tre importanti organizzazioni che praticano il narcotraffico: l’associazione di Medellín, di Cali e di Norte del Valle.

Quella di Medellín possiede una struttura simile ad uno stato nello Stato, che può contare su incaricati stampa, corpi di polizia e corpi giudiziari. La sua attuale grandezza deriva principalmente dalla condizione sociale della popolazione locale; in siffatti territori la classe dominante è quella degli agricoltori e dei proprietari terrieri e proprio per queste ragioni vi è moltissima inoccupazione e molte persone povere devono sottoporsi a lavori strazianti che sorreggono tali attività illecite, altrimenti non sono in grado di portare avanti la famiglia e di dar da mangiare ai loro figli.

L’associazione di Cali, mentre, ha vissuto anche momenti di forte contrasto con quella di Medellin per dividersi le rotte del traffico di coca verso gli Stati Uniti. Durante gli anni novanta, con la divisione delle due associazioni, è nata l’organizzazione di Norte del Valle che in poco tempo è diventata molto forte nel traffico di coca ed ha stretto collaborazioni con associazioni terroristiche del territorio colombiano.

Nello Stato messicano, l’associazione di Tijuana è in diretto contrasto con altre due importanti organizzazioni, quella di Juárez e quella del Golfo, per dividersi le rotte del traffico di coca e di altre droghe verso gli Stati Uniti. I contrasti tra le diverse organizzazioni, che hanno causato più di 13000 morti soltanto se si fa riferimento al 2011, hanno visto coinvolte anche molte persone civili che sono state uccise durante gli scontri.

Queste organizzazioni utilizzano, difatti, armi molto potenti come mitragliatrici e bazooka. Durante gli anni ’70 l’associazione malavitosa di Sicilia era riuscita ad assicurarsi una grande fetta di commercio di eroina verso gli Stati Uniti ma, anche durante un periodo di elevato livello di traffico, Cosa Nostra non era coinvolta a livello diretto. I criminali e le loro famiglie che ne facevano parte gestivano questi traffici in maniera personale.

Con questo si vuole sottolineare il fatto che erano capaci di utilizzare nel traffico numerosi malavitosi e soprattutto di nazionalità straniera, invece per qualsiasi altro tipo di attività venivano utilizzate persone che facevano parte dell’organizzazione. Il traffico di sostanze stupefacenti, in realtà, non si differenziava da qualsiasi altra attività commerciale. Ogni persona poteva dare vita ad una gestione individuale delle attività in quanto si trattava, in realtà, di interventi di carattere privato.

Nella famiglia di smg, due fratelli praticavano il commercio di sostanze stupefacenti ma in maniera indipendente ed autonoma. I mafiosi della Sicilia hanno cominciato ad avere strette collaborazioni a livello commerciale con gli Stati Uniti, in quanto proprio in quel territorio potevano contare su adepti che prendevano parte alle grandi famiglie siciliane.

Altresì, si rivolsero anche a soggetti esperti di chimica presenti nei territori marsigliesi che sono stati in grado di affinare la morfina-base a Palermo, anche perché certi di non correre alcun rischio e perché erano pagati molto bene. Altro fattore fondamentale è che le organizzazioni malavitose controllavano totalmente la produzione e il traffico delle droghe.

Tuttavia, si trattava di attività ripartite, in quanto gli affiliati venivano coinvolti in azioni differenti: vi era la persona addetta all’acquisto perché ad esempio avevano un’ottima conoscenza dei commerci di contrabbando di sigarette dai territori Mediorientali e stringevano collaborazioni con soggetti addetti alla coltivazione; vi erano le persone addette alla purificazione delle sostanze che venivano aiutati da soggetti esperti di chimica; infine le persone più disparate si occupavano del traffico vero e proprio. Una cosa fondamentale da tener presente è che un’associazione di stampo mafioso più variare a seconda della qualità e della quantità.

Se nel corso degli anni ’80 il 30% del commercio di eroina a livello internazionale verso gli Stati Uniti veniva gestito da Cosa Nostra, durante gli anni ’90 si è avuto un calo del 5%. E allo stato attuale sono più forti altre organizzazioni come quelle cinesi, portoricane, del Kurdistan, della Turchia e quelle armene.

Questa progressiva lontananza di Cosa Nostra dal traffico di eroina viene confermato da vicende reali: dal ritrovamento dell’officina di Alcamo nel territorio palermitano, dal 1985, non c’è stato più il rinvenimento di altre officine né in Sicilia né in altri territori dell’Italia; i sequestri di stock di eroina dalla Regione Sicilia sono diminuiti, come la cattura di mafiosi che sono coinvolti in questi traffici.

omicidio - tentato omicidio | avvocato penalista | diritto penale

L’omicidio azzardato, differente da quello compiuto a livello penale nazionale, fa riferimento ad un omicidio che in realtà non è stato compiuto perché non vi è stato nessun atto programmato dal responsabile o perché, per ragioni indipendenti dalla sua volontà, l’azione non è stata compiuta.

Nel codice penale del nostro ordinamento giuridico antitetico il tentato omicidio viene regolato dall'art. 56, che precisa: Tutti quelli che compiono gesti che hanno lo scopo di commettere un crimine, vengono accusati di tentato crimine, se l’azione non viene commessa o se non si determina realmente.

Colui che è accusato di tentato crimine viene punito: [con l’arresto da 24 a 30 anni, se la norma prescrive per siffatto reato la pena capitale] (2); con l’arresto non inferiore a 12 anni, se la punizione prevista è l’ergastolo; e, nelle altre circostanze con una condanna ridotta da un terzo a due terzi. Se il colpevole di propria volontà rinuncia ad una simile azione, viene sottoposto solo alla punizione per gli atti compiuti, nell’ipotesi in cui siffatti evidenzino per se stessi un reato di diversa fattispecie. Se per sua volontà blocca le circostanze, viene soggetto alla punizione stabilita per il tentato crimine, ridotta da un terzo alla metà [c.p. 63].

Tuttavia è necessario sottolineare che il tentato reato evidenzia una fattispecie autonoma di reato al crimine compiuto: esso si fonda sul legame tra la circostanza di reato – base e l’applicazione dell'art. 56 c.p. Si tratta di due livelli di rappresentatività della prova previsti dal nostro codice penale: la portata delle azioni dirette alla commissione di un reato e il carattere inequivocabile dei gesti diretti alla commissione di un illecito. la portata delle azioni viene determinata dal magistrato in merito alla "diagnosi successiva", o a livello materiale ed ex ante.

Viene utilizzato il termine materiale in quanto non si deve soltanto considerare l’adeguatezza dei mezzi scelti per commettere un illecito, ma è utile analizzare la reale ed effettiva situazione in cui vengono utilizzati, in quanto un gesto può ritenersi idoneo in maniera astratta a commettere il reato, ma comunque può non risultarne a livello materiale, e al contrario: sicuramente dare fuoco a un soggetto è un gesto che astrattamente può causarne la morte, ma non risulta essere la stessa cosa se la persona coinvolta si trova parecchio distante dal lancio dell’arma utilizzata.

Oppure, prescrivere un medicinale comune non risulta essere un gesto diretto in maniera astratta a cagionarne la morte, ma può diventarlo nella situazione in cui il soggetto a cui viene prescritto il farmaco è allergico ad esso.

Si utilizza il termine “ex ante" per evidenziare che la sentenza deve essere relazionata al momento della realizzazione dell’ultimo gesto che ha caratterizzato la sua condotta: infatti, se si emette una valutazione "ex post", a gesto già compiuto, qualsiasi dimostrazione parrebbe inidonea, in quanto il reato non è stato commesso.

Per quanto concerne il carattere di inequivocabilità, invece, è opportuno tenere presente l’intenzionalità del soggetto sotto un profilo di tipo oggettivo: infatti non è un gesto diretto in maniera inequivocabile a commettere un reato l'acquisizione di una pistola da parte di un individuo, che la userebbe per allenarsi al poligono.